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 SALA DELLE MOSTRE TEMPORANEE 1
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PREDATORI DEL MICROCOSMO

 

Sabato 23 Gennaio alle ore 15

 

conferenza a cura di Francesco Tommasinelli ed Emanuele Biggi:

"Caccia in miniatura: i mille modi con cui i predatori catturano le loro prede".

L’incontro è organizzato in relazione alla mostra “Predatori del Microcosmo", allestita in collaborazione con i due ricercatori genovesi presso il museo di Scienze Naturali.

L’incontro prevede la presentazione di video ed immagini che illustrano le caratteristiche dei predatori e l’importante ruolo che rivestono negli ecosistemi.

Alla parte introduttiva seguirà l’osservazione dal vivo degli animali collocati in appositi terrari. Verranno descritte le caratteristiche delle specie presenti e sarà possibile visionare dal vivo le strategie predatorie di alcune specie di aracnidi, insetti anfibi e rettili, per l’occasione al di fuori dalle vetrine.

L’incontro offrirà inoltre la possibilità ai partecipanti di chiedere chiarimenti ai due relatori che da tempo si occupano, con ottimi risultati, nella divulgazione della zoologia attraverso l’allevamento e l’esposizione di specie viventi.

Nel corso del pomeriggio sarà inoltre possibile realizzare fotografie agli esemplari presenti, specie senz’altro dal fascino particolare.

 

 Dal 4 dicembre 2009 al 31 gennaio 2009

 

Il Museo di Scienze Naturali di Bergamo da alcuni anni offre la possibilità di osservare animali vivi consentendo ai visitatori una forma di conoscenza più completa e stimolante.

 

La collaborazione con Emanuele Biggi e Francesco Tommasinelli, già collaudata nella mostra “Arachnida” realizzata nel 2005, ha consentito di realizzare una proposta di approfondimento senz’altro interessante ricca di documentazione iconografica e spunti sulla predazione.

 

La mostra “PREDATORI DEL MICROCOSMO” è dedicata ad Anfibi, Rettili, Insetti, Ragni e a tutti quei piccoli carnivori che svolgono un ruolo fondamentale in tutti gli ecosistemi del pianeta.

 

Questi minuscoli predatori hanno sviluppato tecniche di caccia e sopravvivenza uniche al mondo: una vera e propria “corsa agli armamenti” complessa e senza sosta, che non ha riscontro negli organismi di taglia superiore.

 

Nel corso della mostra ogni giovedì pomeriggio dalle 15 alle 17 sarà possibile per i visitatori assistere alle operazioni di manutenzione dei terrari ed osservare le modalità di alimentazione di questi piccoli animali.

Sono inoltre previsti 3 incontri di approfondimento nel mese di gennaio:

Martedì 5 - La vita nel compost. A cura dell’Associazione Didattica Naturalistica.

Sabato 9 - Laboratorio di macrofotografia a cura di Franco Valoti

Sabato 23 - Caccia in miniatura - I mille modi con cui i piccoli animali catturano le loro prede. A cura di Francesco Tammasinelli.


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GEOSITI

Geosito” o “sito geologico” indica una località in cui è stato riconosciuto un interesse geologico da conservare.
Un geosito, termine riconosciuto dalle direttive del Consiglio d’Europa, racconta l’evoluzione degli ambienti e della vita sul nostro pianeta, rappresenta in modo esemplare gli eventi geologici, ed è modello di riferimento per un’ampia fascia di territorio, fornendo un contributo indispensabile per la storia geologica. Riveste anche un grande interesse in relazione al paesaggio, alla biodiversità, all’educazione e alla ricreazione.

Il bene geologico, apparentemente solido e persistente, è l’unico testimone di una storia che una volta perduta non è più riproducibile ma è cancellata per sempre. Identificazione, salvaguardia e mantenimento sono obbiettivi fondamentali della pianificazione territoriale.

Gli studi e le analisi condotti dalla Provincia di Bergamo nel 2003 per il Piano Territoriale di Coordinamento avevano prodotto il censimento di 176 geotopi, cioè luoghi di interesse geologico-strutturale, paleontologico, mineralogico, stratigrafico e speleologico. Il 28 maggio 2008, la Giunta Regionale della Lombardia ha deliberato i criteri e gli indirizzi per la definizione della componente geologica del Piano di Governo del Territorio pubblicando l’elenco dei primi 31 geositi di Bergamo e Provincia.

Oggi l’istituto di geologia del Museo, in collaborazione con CNR-IDPA, avvia un nuovo approfondimento con la mostra Geositi, che si completerà nei prossimi mesi con immagini e proposte di ricercatori e visitatori che daranno il loro contributo alla conoscenza del territorio.

la fauna delle Orobie negli scatti di Baldovino Midali

La bellezza della natura delle Orobie bergamasche in una mostra fotografica allestita contemporaneamente presso il Museo civico di Scienze Naturali “Enrico Caffi ” (13 dicembre - 31 maggio) e la sede del Cai Bergamo – Palamenti (19 Dicembre – 16 gennaio).

Il Museo civico di Scienze Naturali è da sempre impegnato nella conoscenza, salvaguardia e divulgazione in campo naturalistico. Negli ultimi anni, anche grazie alla presenza presso la propria sede del CREA (Centro Regionale per l’educazione Ambientale), ha curato numerose iniziative volte ad avvicinare l’attenzione dei visitatori a queste importanti tematiche.

Le immagini di Baldovino Midali ben si inseriscono in questo progetto.

Un affascinante viaggio fotografico per avvicinarsi alla fauna delle nostre montagne. Attimi rubati dalla vita degli animali che popolano le Orobie: il bagno di una cinciallegra in una pozza d’acqua, il lavoro per la costruzione del nido di un piccolo merlo acquaiolo, le battaglie dei galli forcelli per la conquista delle femmine, il volo dell’aquila che si abbatte sulla preda.

Nelle sale del museo vengono esposti pannelli fotografi ci di grande formato raffiguranti molte specie che vivono sulle Orobie. A ogni soggetto è affiancata una breve descrizione con l’indicazione dei luoghi in cui la specie è diffusa sul territorio. L’impatto scenografico renderà ancora più evidenti la bellezza e i colori degli uccelli di montagna e i dettagli dei piccoli animali si contrapporranno alla maestosità dell’aquila reale e dei grandi mammiferi delle Orobie.

Il filmato "L'acqua e le stagioni della Montagna" di Baldovino Midali in proiezione presso il museo concorre al Trento film festival.

Potete trovare il trailer del filmato a questo Link

http://www.trentofestival.it/webtv/ita/lista.php?categoria=Concorso&idCategoria=14&pagina=1

 

Note biografiche

Baldovino Midali, nato a Branzi (Bg) nel 1959, si dedica alla fotografia naturalistica da quando aveva vent’anni. Di notte fa il panettiere, di giorno e nel tempo libero si dedica alla fotografia, la sua grande passione.

Teatro delle sue fotografie le Alpi Orobie bergamasche che conosce e ama profondamente.

I suoi servizi fotografici sono stati pubblicati da autorevoli testate locali e nazionali, da riviste di carattere naturalistico, enciclopedie, collane scolastiche, calendari e pubblicazioni generiche. Molti dei suoi scatti sono distribuiti dall’agenzia internazionale Panda Photo di Roma.

Le immagini di Midali vanno diritte al cuore, colpiscono per la loro semplicità e per la loro spontaneità. Ogni fotografi a è una piccola emozione che l’autore ha vissuto in prima persona e che trasmette al suo pubblico grazie ai colori, ai piccoli particolari e all’attenzione nella scelta dei soggetti. Immagini dedicate alla terra orobica che raccontano piccole e grandi storie.

Appassionato di immagini, Baldovino Midali, non poteva non dedicarsi alle riprese video. Dal 2004 ha realizzato tre interessanti documentari che hanno come tema gli aspetti naturali della bergamasca. Al Museo Civico di Scienze Naturali l’esposizione sarà integrata dalla proiezione dei documentari naturalistici realizzati dall’autore.

 Per contattare l’autore: www.midali.altervista.org

 

Iniziative collaterali

Concorso Fotografico “Obiettivo animali”

Il Museo civico di Scienze Naturali “Enrico Caffi ” e l’Associazione Amici del Museo promuovono in collaborazione con Moma Comunicazione un concorso fotografi co destinato a bambini e ragazzi delle scuole primarie e secondarie inferiori di Bergamo e provincia. L’iniziativa è patrocinata dall’Ufficio Scolastico Provinciale, dalla Provincia di Bergamo, dal Comune di Bergamo e dal Parco delle Orobie Il concorso è rivolto a tutte le classi delle scuole primarie e secondarie inferiori di Bergamo e provincia. Ogni classe potrà partecipare al concorso secondo le modalità indicate nel regolamento.

Tre sono le categorie individuate: animali domestici, animali selvatici e macrofotografia.

Per ogni categoria verranno premiate tre opere che riceveranno riconoscimenti legati alla pratica fotografica e scientifica. I premi verranno consegnati alle scuole.

Il concorso ha validità dal 13 dicembre 2008 al 30 aprile 2009.

Nel mese di maggio 2009 verrà organizzato un evento dedicato alle premiazioni dei vincitori, durante il quale verrà allestita e presentata al pubblico la mostra delle fotografi e partecipanti. 

BERGAMO 2008 - PIAZZA DELLE MERAVIGLIE

Il museo aderisce all'articolato programma previsto in città per il carnevale.

Nella sala delle mostre temporanee sarà possibile immergersi nel fantastico mondo di Antonio Catalano: ascoltare le voci della terra, interagire con il "Padiglione delle lucciole palpitanti" nei quali questi straordinari insetti raccontano i loro segreti, le loro malinconie ed i loro amori.

Sono esposti inoltre "Piccoli musei sentimentali" con fantastiche collezioni di foglie, insetti e pioggia!

Martedì dalle ore 15 alle 17.30.

Laboratorio "Maschere al Museo" organizzato dagli "Amici del Museo" ed ispirato alla ricca collezione di maschere rituali africane. La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria (tel 035 286012 o tramite e-mail)

Lunedì apertura straordinaria 9-12.30 14.30-17.30

Domenica orario continuato 9-18

ANATOMIA ED ARTE NEI MODELLI DI CLEMENTE SUSINI

Dal 2 dicembre 2007 al 6 gennaio 2008

visto il grande interesse da parte del pubblico

la mostra è stata

PROROGATA AL 27 GENNAIO

Per il realismo delle riproduzioni i modelli esposti possono risultare di forte impatto emotivo


Il museo ha accolto con grande entusiasmo l’opportunità di ospitare nella propria sede questa eccezionale collezione di studio, oltre che per l’importanza scientifica della stessa, per il grande apprezzamento verso quelle generazioni di medici, modellatori ed artisti che attraverso queste opere hanno consentito di approfondire le conoscenze sul corpo umano.

LA NASCITA DELLA MEDICINA MODERNA
L’ottocento segna il definitivo passaggio dalla medicina antica, teorizzata da Ippocrate (480-377 A.C.), a quella moderna. Vennero per sempre abbandonate le pratiche arcaiche e devastanti quali i salassi (toccasana fino ad allora per ogni male) e si sviluppano varie branche della medicina su base più scientifica.
Si viene ad affermare l’importanza della figura del chirurgo, fino ad allora considerato persona praticante e poco dotta, più affine al barbiere che non al medico! Essenziali a tal fine furono gli studi di Morgagni che riconobbe negli organi la sede delle malattie.
Sorse l’esigenza di formare una scuola di medici capaci di conoscere in modo approfondito il corpo umano, divennero indispensabili quelli che oggi siamo abituati a chiamare “sussidi didattici” ovvero i modelli anatomici in grado di mostrarne fedelmente organi ed apparati.

UNA CULLA PER LA SCIENZA E L’ARTE
Firenze alla fine del settecento fu un polo culturale di grande spessore. L’illuminata guida di Pietro Leopoldo di Asburgo-Lorena, Granduca di Toscana, chiamò nella città persone di grande spicco in campo culturale e medico. Segno tangibile della sensibilità culturale del regnante fu l’apertura al pubblico della galleria degli Uffizi e l’Istituzione del Museo di Fisica e Storia Naturale della Specola. Presso questo museo, il primo museo scientifico europeo, si costituì sotto la guida del valente fisiologo ed anatomo Felice Fontana, una scuola di modellato anatomico di cui ancora oggi è possibile apprezzare numerosi elaborati.
Nel 1773 Clemente Susini, valente pittore e scultore allora diciannovenne, fu assunto dalla museo nel quale lavorò per oltre quarant’anni. Fu proprio nel periodo del Susini che il laboratorio di ceroplastica di Firenze raggiunse i più alti livelli produttivi, sia in riferimento alla quantità che alla qualità del materiale prodotto.

IL MATERIALE ESPOSTO
La collezione dell’università di Cagliari è considerata estremamente importante in quanto costituita da preparati di un sorprendente realismo, realizzati da Clemente Susini nel periodo più fecondo della sua produzione tra il 1803 ed il 1805.
La collezione anatomica venne commissionate da Carlo Felice, fratello di Vittorio Emanuele di Savoia, per il museo delle Antichità e di Scienze Naturali di Cagliari.
La realizzazione dei preparati fu seguita dall’anatomo sardo Francesco Boi che, all’inizio dell’800, ebbe un intensa attività di ricerca presso le maggiori scuole mediche italiane e soggiornò per tutto il tempo necessario alla realizzazione di queste opere a Firenze.
Nel 1806 la collezione di cere anatomiche raggiunse la propria destinazione cagliaritana, da allora questi importanti “pezzi della storia della medicina” hanno lasciato l’isola solo in poche occasioni quali mostre internazionali tenutesi a Londra, Tokyo e Parigi.

LA STRUMENTAZIONE MEDICA
Per comprendere meglio l’ambiente medico del tempo si è voluto dare un’idea dei “ferri del mestiere”, vengono esposti strumenti per salassi, clisteri di varia foggia e coppette, utilizzati per ristabilire un equilibrio degli “umori” interni secondo le teorie di Ippocrate e Galeno.

Gli oggetti esposti sono della collezione Rocchini- Dumas e sono stati gentilmente prestati dai proprietari in occasione della mostra.

GEODIVERSITÀ

14 Febbraio/20 ottobre 2008

Il 14 febbraio alle ore 18,00 verrà inaugurata la mostra GEODIVERSITÀ, organizzata dall’associazione di divulgazione scientifica Vulcano Esplorazioni, promossa dal Museo e dal Comune di Bergamo in occasione dell’Anno Internazionale del Pianeta Terra e nell’ambito delle iniziative dedicate al Darwin Day 2008.
Il Museo, sensibile alle tematiche geologiche e con l’obiettivo di stimolare e diffondere nella società le Scienze della Terra, aderisce al programma avviando una serie di iniziative attraverso mostre, conferenze, filmati e geo-escursioni.
La mostra GEODIVERSITÀ, conduce i visitatori attraverso una serie di paesaggi naturali, ognuno caratterizzato da particolari morfologie che lo rendono unico e al contempo fragile di fronte all’avanzata del fattore umano. L’impianto espositivo è composto da 50 fotografie di grande impatto e grandi dimensioni, da alcuni diorami e campioni di rocce. Tutte le immagini sono state scattate da Marco C. Stoppato, curatore della mostra, vulcanologo e fotografo professionista, in anni di reportage realizzati intorno al mondo. Con la mostra GEODIVERSITÀ si intende far conoscere al grande pubblico angoli più o meno remoti del pianeta caratterizzati da scenari naturali di eccezionale bellezza. In omaggio all'Anno Internazionale della Terra, la mostra vuole anche far riflettere sulla fragilità di questi paesaggi e sulla necessità di salvaguardia di tali ambienti.
La mostra è patrocinata da Planet Earth – Earth Sciences for Society e dall’ARPA - Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Lombardia che presenta alcuni pannelli forniti dalla sede di Sondrio, dedicati al dissesto idrogeologico dei versanti franosi, ambito nel quale l’agenzia valtellinese rappresenta un centro d’eccellenza a livello europeo.
La scelta degli sponsor non è stata casuale: GEODIVERSITÀ è stata realizzata grazie all’intervento di FOCUS, rivista scientifica dell’editore Mondadori+Gruner/Jahr, e di GEOPIETRA, azienda leader nella creazione di pietra ricostruita e materiali edili di pregio.